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NOBODY’S HOME – SEBAS VELASCO

in corso fino al 1 luglio

Galleria Varsi – via di Grotta Pinta, 38. Orari di apertura: dal martedì al sabato ore 12:00-20:00, domenica ore 15:00-20:00  – ingresso libero

Tel. 06 68309410  |  www.galleriavarsi.it           

La Galleria Varsi presenta “Nobody’s home“, mostra personale di Sebas Velasco, artista spagnolo che dipinge murales in tutta Europa, sviluppando, attraverso la sua visione personale, uno stile realistico caro al suo paese d’origine. Per la sua prima personale in Italia, l’artista ha scelto di accompagnare il pubblico in un viaggio attraverso i paesi dell’ex Jugoslavia, fatto di immagini, suggestioni, reminiscenze e ricordi. “Quando ero bambino, ho sempre scelto la Jugoslavia come squadra dei miei videogiochi, forse perché mi piaceva il suo nome”. Quei nomi di squadre e calciatori hanno scatenato l’interesse di Velasco per i paesi dell’Europa orientale, che egli riferisce in questa mostra.

Nel corso degli anni, la sua curiosità si è estesa all’architettura, alla storia e alla cultura di questi paesi complessi, il cui passato è ancora troppo vicino per essere compreso appieno. È con gli occhi di un bambino affascinato dal nome di un giocatore straniero su una T-shirt che Velasco si è ispirato, senza pregiudizi o posizioni politiche, a queste nazioni contraddittorie, sospese tra socialismo e consumismo, dove il cemento grigio è illuminato da insegne al neon dei prodotti commercializzati dalle grandi multinazionali.

Per questa mostra l’artista ha realizzato opere su legno, lino e tela in cui trasmette la forza e la potenza dei volti e dei tratti tipici della sua produzione artistica. Da un lato vediamo luoghi notturni in cui il brutalismo architettonico rivela tratti umani attraverso le storie raccontate dalle luci della città; i toni scuri spezzati da un mosaico creato dal giallo e dall’arancione delle insegne, dei lampioni e delle luci delle auto. Queste opere diventano finestre nella notte, mostrando l’isolamento e la solitudine nascosti tra le mura di grandi edifici, presentando il paradosso esplicito di grandi città moderne, siano esse il prodotto di un sistema socialista o capitalista, in cui la prossimità fisica si traduce in una distanza emotiva. Dall’altro lato, vengono ritratte scene di vita quotidiana con musica, calcio e politica. Tradizioni, oggetti, volti e momenti conservati in vecchie foto sono tutti raccolti dall’artista durante i suoi viaggi e rivivono grazie ai suoi dipinti nel tentativo di conservare la memoria di un passato recente, che lo spettatore può leggere attraverso gli occhi del presente.

Check in Rome - un' iniziativa di Markonet in collaborazione con Aeroporti di Roma e Codacons | direttore: Stefano Zerbi