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CONCERTO PER L’EPIFANIA – SCUOLA DI CANTO CORALE DEL TEATRO DELL’OPERA

6 gennaio 2018

Museo di Roma – piazza Navona, 2 (Palazzo Braschi). Da martedì a domenica ore 10:00-19:00. Biglietto intero € 11, ridotto € 9

Tel. 06 0608 | www.museodiroma.it         

Un viaggio nell’arte della prima metà del XVII secolo seguendo le tracce di una grande donna, Artemisia Gentileschi. Una pittrice di prim’ordine, un’intellettuale effervescente che non si limitava alla sublime tecnica pittorica, ma che seppe declinarla secondo le esigenze dei diversi committenti, trasformandola dopo aver assorbito il meglio dai suoi contemporanei, così come dagli antichi maestri, scultori e pittori.

La mostra copre l’intero arco temporale della vicenda artistica di Artemisia, consentendo al visitatore di ripercorrere vita e opere dell’artista a confronto con quelle dei colleghi: circa 100 le opere in mostra, provenienti da prestigiose collezioni private e dai più importanti musei in un confronto serrato tra l’artista e i suoi colleghi, frequentati a Roma, a Firenze, a Napoli, a Venezia e durante la breve intensa parentesi londinese.

Oltre ai magnifici capolavori di Artemisia come la Giuditta che taglia la testa a Oloferne dal Museo di Capodimonte, Ester e Assuero dal Metropolitan Museum di New York, l’Autoritratto come suonatrice di liuto dal Wadsworth Atheneum di Hartford (Connecticut) sarà possibile ammirare la Giuditta di Cristofano Allori della Galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze o la Lucrezia di Simon Vouet del Národní galerie v Praze di Praga.

Scandite all’interno di un itinerario cronologico, le successive opere di Artemisia sono messe in relazione con quelle dei pittori attivi in quegli anni d’oro a Roma: Guido Cagnacci, Simon Vouet, Giovanni Baglione, fonte d’ispirazione rispetto ai quali la pittrice aggiorna, di volta in volta, il suo stile proteiforme e mutevole.

A concludere, i dipinti eseguiti nel periodo napoletano, quando ormai Artemisia può contare su una sua bottega e sulla protezione del nobile Don Antonio Ruffo (1610-1678), lavori in cui, grazie ai confronti, sarà possibile capire il suo rapporto professionale coi colleghi partenopei: da Jusepe de Ribera e Francesco Guarino a Massimo Stanzione, Onofrio Palumbo e Bernardo Cavallino insieme a tele come la splendida Annunciazione del 1630, paradigmatiche di questa fiorente contaminazione, scambio e confronto.

Check in Rome - a project by Markonet in cooperation with Aeroporti di Roma and Codacons | director: Stefano Zerbi