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MARIA STUARDA

in corso fino al 4 aprile

Teatro dell’ Opera – piazza Beniamino Gigli, 1. Calendario degli spettacoli: martedì, mercoledì e venerdì ore 20:00, sabato ore 18:00, domenica ore 16:30.  Biglietti da € 29 a € 150 

Tel. 06 4817003  |  www.operaroma.it         

Tragedia lirica in due atti con musica di Gaeteano Donizetti su libretto di Giuseppe Bardari basato sull’opera Mary Stuart di Friedrich Schiller (1800). Nuovo allestimento in collaborazione con il Teatro San Carlo di Napoli con Orchestra e Coro del Teatro dell’Opera di Roma (sovratitoli in italiano e inglese).

ATTO PRIMO

Anno 1587. A Westminster dame e cavalieri accolgono festosamente la regina Elisabetta I, chiesta in sposa dal re di Francia, ma segretamente innamorata del conte di Leicester. Approfittando della festa, il conte Talbot impetra la grazia per Maria Stuarda, già regina di Scozia, cattolica, ora detenuta nel castello di Fotheringhay. Lord Cecil, al contrario, incoraggia la regina a decapitare Maria, ostacolo alla stabilità del regno. All’arrivo di Leicester, Elisabetta cerca di metterlo alla prova, ma ottiene solo indifferenza: egli è infatti innamorato della Stuarda. Rimasto solo con Leicester, Talbot gli consegna un ritratto e una lettera in cui Maria gli chiede aiuto. Ritorna Elisabetta e impone a Leicester di consegnarle il foglio: quando si rende conto che l’uomo tenta di aiutare la sua rivale, la regina asseconda la sua richiesta: andrà a trovare la regina di Scozia.

Nel castello di Fotheringhay, Maria rievoca la propria infanzia assieme alla nutrice Anna ed esprime la propria nostalgia per la Francia, dov’è cresciuta. Giunge Leicester, che la informa dell’imminente arrivo di Elisabetta. Egli è convinto che la regina d’Inghilterra, impietosita dalla sua triste situazione, intenda aiutarla. Le due donne si incontrano: Elisabetta ricorda a Maria le sue infedeltà e la morte sospetta del marito Enrico, quest’ultima la insulta, rinfacciandole la nascita adulterina (era figlia di Anna Bolena, seconda moglie di Enrico VIII). Le sue parole incaute cancellano ogni ipotesi di riconciliazione.

ATTO SECONDO

Nei suoi appartamenti, Elisabetta è incerta sul da farsi. Cecil preme per la condanna a morte, che la regina firma quando vede sopraggiungere Leicester. Le sue proteste accendono ulteriormente la sua gelosia.

A Fotheringhay, mentre Maria ricorda la nobiltà regale delle sue origini e teme per il suo paladino Leicester, Cecil giunge per trasmetterle l’ordine regale. Con fermezza Maria reputa illegale la condanna a morte, e rifiuta il confessore protestante che Cecil le offre. Rimasto solo con la regina, Talbot ascolta le sue confessioni sui delitti in cui fu coinvolta. Maria si rasserena, ed è pronta ad affrontare la morte. La nutrice Anna, Talbot e Leicester si raccolgono commossi per vedere Maria un’ultima volta. Maria appare vestita a lutto e implora perdono per tutti i suoi nemici: circondata dalle guardie e accompagnata da Anna, si avvia al supplizio.

Check in Rome - un' iniziativa di Markonet in collaborazione con Aeroporti di Roma e Codacons | direttore: Stefano Zerbi