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LE STATUE PARLANTI

La tradizione delle statue parlanti, che risale fin dal XVI secolo, è molto radicata nella cultura romana. Il popolo vi lasciava messaggi di critica e scherno ai potenti, civili e religiosi. Se ne contano almeno altre cinque oltre la più famosa di Pasquino (piazza Pasquino, dietro piazza Navona); la colossale Madama Lucrezia (piazza San Marco), l’unica “femminile”; Marforio, che raffigura, pare, il dio Nettuno e il Tevere (Musei Capitolini); il Babbuino, raffigurante un uomo tanto brutto da sembrare una scimmia, fece cambiare il nome alla via Paolina in via del Babbuino; il Facchino o l’Acquarolo, attribuito anche a Michelangelo, si riferisce pure agli ubriaconi (via Lata); Abate Luigi (piazza Vidoni) racconta, per tutte le altre statue, la sua missione: “fui dell’antica roma un cittadino, ora Abate Luigi ognun mi chiama, conquistai con Marforio e con Pasquino satire urbane eterna fama, ebbi offese, disgrazie e sepoltura ma qui vita novella e alfin sicura”.

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