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LAMPI DI GIULIO CESARE

Giulio Cesare ha una naturale predisposizione per l’oratoria ma la sua ambizione lo porta alla politica attraverso le armi. Ha una maniera splendida e impeccabile di parlare, solenne e nobile nella voce, nella gestualità e nel contegno; non nasconde un intendimento tirannico in tutti i suoi pensieri e in tutte le sue azioni politiche.

Cicerone dice “quando vedo i suoi capelli così ben curati, e lo vedo grattarsi la testa con un dito, davvero non mi pare che quest’ uomo possa concepire un pensiero così funesto, e cioè la distruzione della costituzione romana”. Si dice che avesse alta statura, colorito molto chiaro, membra ben fatte, viso un po’ troppo pieno, occhi neri e vivaci, fronte spaziosa, sguardo folgorante come uno sparviero, aspetto nobile, voce vibrante e sana costituzione a parte il fatto che negli ultimi tempi gli capitava di svenire e perfino di spaventarsi nel sonno.

Due volte, durante l’azione, fu colto da attacchi di epilessia; un po’ troppo insistente nella cura della persona tanto che si faceva non solo accuratamente tagliare i capelli e radere, ma anche depilare (come alcuni gli rimproveravano) e accettava assai male l’inconveniente della calvizie, anche perché l’aveva ripetutamente veduta esposta agli scherzi dei denigratori. Perciò aveva preso l’abitudine di riportare in avanti i capelli dalla sommità del capo e tra tutti gli onori decretatigli dal senato e dal popolo, non ne accolse nessuno sfruttando più volentieri del diritto di portare sempre una corona d’alloro. Abilissimo nell’usare le armi e nel cavalcare, sopportava incredibilmente la fatica. Fondò il genio militare, introducendo gli ingegneri accanto ai generali per preparare al meglio il campo di battaglia.

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